Per una rilettura kantiana del principio di causalita.

Autor:Cicatello, Angelo
 
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Resumen: No hay contradiccion entre la afirmacion kantiana de que la proposicion "toda alteracion tiene su causa" no tiene ningun interes para la Critica de la Razon Pura debido a sus compromisos con los contenidos empiricos (KrV, b 3) y el hecho de que la misma proposicion se cita explicitamente como ejemplo de conocimiento puro a priori (KrV, b 5). Solamente hay la dificultad y a veces tambien la ambiguedad de un paso que Kant, entre otras dificultades, trata de dar en un intento de establecer la validez del principio de causalidad sobre nuevas bases.

Palabras clave: Kant, principios, causalidad, tiempo, alteracion.

Abstract: There is no contradiction between Kant's statement that the proposition, "every alteration has its cause," is of no interest to the Critique of Pure Reason because of its dependence on empirical contents (KrV, b 3) and his use of the same proposition as an example of pure a priori knowledge (KrV, b 5). There is only the arduousness and sometimes also the ambiguity of a passage in which Kant attempts to establish a new basis for the validity of the principle of causality.

Keywords: Kant, principles, causality, time, alteration.

For a Kantian rereading of the principle of causality

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Un equivoco. Cosi Kant si difende dai rilievi mossigli in una recensione anonima pubblicata nella "Leipziger gelehrte Zeitung" (1787, n. 94) in merito alia palese contraddizione in cui sarebbe incappato nell'Introduzione alia Critica della ragion pura. I termini della questione sono noti e riguardano la distinzione, all'interno delle conoscenze a priori, tra le conoscenze pure, nel senso di non mescolate ad elementi empirici, e quelle il cui contenuto reca, invece, in se anche qualcosa che e ricavato daH'esperienza. Come esempio di queste ultime, dunque delle presunte conoscenze a priori non pure, Kant cita la proposizione "ogni mutamento ha una causa", con la motivazione che "il mutamento e un concetto che puo essere tratto soltanto dall'esperienza" (1). Il lettore, tuttavia, non deve fare moita strada, due pagine soltanto, per ritrovare la stessa proposizione citata, pero, questa volta come esempio di giudizi puri a priori. Anche qui Kant fornisce una motivazione precisa:

In quest'ultimo principio e cosi evidente che il concetto stesso di causa contiene in se il concetto della necessita di una connessione con l'effetto e quello della rigorosa universalita della regola, che esso andrebbe completamente perso se lo si volesse derivare --come ha fatto Hume--dalla frequente associazione di cio che accade con cio che lo precede, e dalla conseguente abitudine (dunque, da una necessita semplicemente soggettiva) a collegare delle rappresentazioni (2). Sul fatto che l'esempio venga usato in modo equivoco non puo esservi alcun dubbio, tanto piu che lo stesso Kant, in risposta ai rilievi del solerte recensore, ammette che avrebbe potato prevenire il malinteso, ricorrendo, ad esempio, per le conoscenze pure a priori alia proposizione "ogni contingente ha una causa", cosi da evitare il riferimento empirico al fenomeno del mutamento (3). Che tale riferimento possa dar luogo a una commistione indebita dell'ordine delle conoscenze di stretta pertinenza della Critica della ragion pura con il piano delle conoscenze empiriche e, peraltro, attestato in piu occasioni nel testo kantiano. Cosi, si legge ad esempio che

L'Estetica trascendentale non puo annoverare tra i suoi dati a priori il concetto di mutamento, poiche non e il tempo stesso che muta, bensi qualcosa che e nel tempo. Per questo si richiede allora la percezione di un qualcosa di esistente e della successione delle sue determinazioni, e dunque si richiede l'esperienza" (4). E ancora, nell' Analitica trascendentale, Kant fa riferimento esplicito al fatto che la causalita di un mutamento in generale presuppone principi empirici e pertanto rimane fuori dai confini di una filosofia trascendentale (5).

Il fatto e pero che la proposizione "ogni mutamento ha una causa" non rimane relegata, nel contesto della Critica della ragion pura, nello spazio minimo di un esempio citato in modo poco avveduto. Essa costituira, anzi, nientemeno che il testo della seconda analogia dell'esperienza (6) e, a diria tutta, uno dei principi trascendentali a cui Kant fa appello come a una condizione a priori della possibilita dell'esperienza in generale (7). Non si puo certo dire che una proposizione di tale natura "presupponga principi empirici", men che meno che debba rimanere fuori dai confini di una filosofia trascendentale in ragione del fatto che conterrebbe il riferimento 'impuro' al fenomeno del mutamento.

Non e, insomma, cosi owio che la proposizione in questione rappresenti un esempio inappropriato di conoscenze pure a priori, a meno che non si voglia escludere dal novero di queste le stesse proposizioni trascendentali sulle quali si fonda ogni esperienza possibile. Del resto, il fatto che Kant, nel rispondere al rilievo sulla contraddittorieta dell'uso dell'esempio, dica che avrebbe potato evitare l'equivoco eliminando dalla proposizione il riferimento al mutamento, non implica che il ricorso a questo esempio sia errato. Se fosse errato tatto cio che e foriero di equivoci, l'unico modo per non errare rimarrebbe il non parlare affatto.

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Non potra trattarsi, allora, di escludere dal novero delle conoscenze pure a priori la proposizione fondamentale che ogni mutamento ha una causa. Piuttosto, si dovra chiarire da dove tragga origine l'equivoco che vede l'utilizzo di tale proposizione tanto come esempio di conoscenze empiriche quanto come esempio di conoscenze pure. E lo stesso Kant a suggerire il modo di sciogliere il malinteso, quando afferma che il termine puro viene utilizzato nei due casi secondo "due accezioni diverse" (8). La prima fa riferimento ad una conoscenza cui "non e mescolato (beigemischt) assolutamente nulla di empirico" (9). Sicche, in questo caso, la proposizione "ogni mutamento ha una causa" non e pura perche in essa si fa riferimento ad un contenuto che e ricavabile solo a posteriori dall'esperienza. La seconda accezione del termine "puro" qualifica, invece, un genere di conoscenza che "non dipende da nulla di empirico (von nichts Empirischem abhangig ist)". "Puro" qui non indica l'assenza di mescolanza con contenuti empirici, ma qualifica, piuttosto, una pretesa conoscitiva che l'esperienza, da sola, non e in grado di legittimare. Potremmo dire che "puro", in questa accezione, non ha un significato materiale, ma formale. Infatti, il "niente di empirico" non attiene al fatto che dalla proposizione debba sparire ogni commistione con contenuti informativi desunti dall'esperienza, ma chiama in causa un modo del tutto peculiare in cui l'esperienza si rende accessibile. Del resto, gia le motivazioni che vengono rispettivamente avanzate nella prima Critica a supporto del carattere puro o non puro della proposizione in questione esprimono con chiarezza la differenza del punto di vista a partire dal quale essa viene presa in considerazione. Quando Kant riferisce la proposizione "ogni mutamento ha una causa" ad una conoscenza empirica, l'accento cade sul mutamento quale concetto che e ricavabile solo dall'esperienza. Invece, quando cita la stessa proposizione come esempio di conoscenza sintetica a priori, l'accento cade sull'uso di un concetto, il concetto di causa, il cui carattere di necessita e universalita non e in alcun modo desumibile dall'esperienza. Nel primo caso l'attenzione e rivolta ad un concetto, quello di mutamento, il cui contenuto e ricavabile per astrazione dalla percezione di qualcosa che muta, alio stesso modo in cui mediante astrazione da molteplici casi in cui un fenomeno segue ad un altro, si formula una regola generale concernente la loro possibile relazione causale, e da qui una regola, piu estesa, concernente tutti gli accadimenti in generale. In questa prospettiva, la proposizione "ogni mutamento ha una causa" puo esibire solo una universalita che, per diria con Kant, si puo definire "comparativa" (10), dovuta al fatto che la mente estende a tutti i casi simili la regola che si e riscontrata in un numero non trascurabile di esperienze. Il che non eselude che Pesperienza possa smentire quanto accaduto in precedenza, magari in presenza di variazioni che non erano state previste nel processo di formulazione della regola. Di piu, la regola stessa, in quanto regola desunta dalla semplice esperienza, non puo trovare nell'esperienza stessa una giustificazione adeguata rispetto alia pretesa, contenuta nella proposizione "ogni mutamento ha una causa", di valere in modo necessario in riferimento ai fenomeni in generale.

Il che vuol dire, in ultima analisi, che affermare che ogni mutamento ha una causa corrisponderebbe al lanciare all'esperienza una sfida che l'esperienza stessa non puo raccogliere fino in fondo. Detto altrimenti, la suddetta proposizione esprime un principio il cui contenuto di necessita e universalita non e desumibile per astrazione dall'esperienza. Potremmo dire che la pretesa metafisica espressa dalla proposizione "ogni mutamento ha una causa" non e desumibile analiticamente dal concetto di cio che muta, proprio perche non e contenuta nella mera casistica empirica del mutare delle cose, o, se si preferisce non e gia contenuta nelle nostre rappresentazioni di cio che muta considerate come cose in se stessen (11). Al contrario, tale pretesa aggiunge alia mera rappresentazione di cio che muta, e dunque al concetto empirico di mutamento, qualcosa di nuovo; sicche il principio secondo cui ogni mutamento ha una causa costituisce a rigore una proposizione sintetica e non analitica, nel senso che la sua pretesa di necessita e universalita non e ricavabile per astrazione, dall'esperienza. Cio significa che il principio in questione ha una natura sintetica e un'origine a priori (12).

Cosi, quando cita la proposizione "ogni mutamento ha una causa" come esempio di conoscenze pure a priori, Kant intende evidenziare la...

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